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LINGUA CROATA
Il croato è una lingua che appartiene al sottogruppo slavo meridionale del ramo slavo delle lingue indoeuropee.
È parlata da circa 5 o 6 milioni di persone come lingua madre. In Croazia, dove è lingua ufficiale, in occasione del referendum del 2001 4.265.081 persone (il 96,12% degli abitanti) avevano dichiarato di parlare il croato come lingua madre.
La lingua standard croata si basa sul dialetto štokavo con influssi kajkavi e čakavi e utilizza l'alfabeto latino.
Si può affermare che, nella lingua standard, riferendosi a croato, serbo e bosniaco, si debba parlare dal punto di vista linguistico di una notevole somiglianza. Sono linguisticamente simili ma non uguali, fermo restando che tutte e tre nella loro forma attuale si fondano su base Neoštokava. A tal proposito si consideri il contributo del prof. Roland Marti nell'ambito del secondo bollettino della slavistica tedesca dell'anno 1996. Egli, riferendosi alla problematica linguistica nell'ambito della "Jugoslavia" con particolare attenzione alla questione serbo / croata , parla di "lingue" e non di lingua: oltre a determinate divergenze fonetiche, lessicali e grammaticali, un diverso usus linguistico e differenti tradizioni letterarie caratterizzano e distinguono il croato dal serbo. Questo distinto sviluppo delle lingue letterarie vede una storia della letteratura croata e quindi anche della lingua standard ad essa riferentesi, che a seconda dei periodi storici attinge a tutte e tre le varianti dialettali croate. Il dialetto štokavo, quello kajkavo e quello čakavo si avvicendano in maniera disomogenea sulla scena dell'uso letterario croato con una certa prevalenza in una fase antica del čakavo. Al contrario per parte serba si afferma una lingua letteraria e una relativa lingua standard che si mantengono salde nell'alveo del dialetto štokavo, con una tradizione facente riferimento alla liturgia ortodossa e quindi al paleoslavo, pur non trascurando contatti e apporti della tradizione croata in momenti storici successivi. Il bosniaco resta una realtà linguistica nell'ambito dello štokavo, la cui autonomia è fortemente rivendicata dalla componente musulmana bosniaca. Essa si sente radicata, rispetto a serbi e croati, in un entroterra storico e religioso diverso, i cui contributi linguistici dovrebbero essere riconosciuti, andando a far legittimamente parte di una lingua standard nazionale.
Nell'Ex-Jugoslavia venivano tutte e tre raggruppate nella lingua "serbocroato". Nella stessa Croazia questa denominazione fu usata raramente. Se al tempo della Jugoslavia si doveva considerare la vicinanza col serbo per definire il croato, regolarmente l'espressione onnivalente e presente sin dal 1974 nella costituzione croata utilizzata era "lingua croata o serba". La denominazione "serbocroato" ("srpskohrvatski") aveva già da tempo una connotazione negativa in Croazia.
Dall'indipendenza politica della Croazia la lingua standard croata venne ampiamente riconosciuta anche all'estero.
La scienza che si occupa della lingua croata è la croatistica.
Estensione e dialetti
Il croato viene parlato da circa 4,8 milioni di persone in Croazia e in parte in Bosnia Erzegovina, particolarmente in Erzegovina, nella Bosnia centrale, nella Posavina bosniaca come lingua madre, e prima della guerra in Bosnia 1992-95, nelle parti occidentali della Bosnia Erzegovina, in Croazia Turca (Bosanska Krajina).
È lingua ufficiale in Croazia e (insieme al bosniaco e al serbo) in Bosnia Erzegovina.
Viene inoltre parlato come lingua minoritaria in Molise, nel Burgenland austriaco e in Vojvodina (in Bačka settentrionale in Srijem).
Il croato del Burgenland è tuttavia dotato di proprie norme ortografiche, che si fondano contrariamente alla lingua standard croata prevalentemente sul dialetto čakavo ed ha anche sviluppato una propria terminologia specialistica.
I dialetti croati sono suddivisi in tre grandi gruppi, denominati secondo la forma del corrispondente pronome interrogativo che/cosa (ča, kaj, što):
Čakavo (Croazia costiera fino a Makarska nel sud, penisola d'Istria, nella maggior parte delle isole, nel Burgenland, fino a fiume Kupa, mentre è poco comune nella Croazia interna)
Kajkavo (a nord della linea tra il Kupa e l'alto corso della Sava) e ad occidente nella Moslavina, pochi villaggi in Burgenland e in Ungheria meridionale)
Štokavo (maggior parte del Croazia interiore, Croazia costiera da Makarska fino ad Antivari in Montenegro, Bosnia Erzegovina, Bačka settentrionale, Ungheria meridionale, in Kosovo (Janjevo), pochi villagi in Burgenland). Lo Štokavo viene parlato anche dai Bosniaci e Montenegrini e dalla maggioranza dei Serbi (settentrionali e occidentali) e pone le basi della lingua scritta croata, bosniaca, serba e montenegrina.
C'e anche un altro dialetto parlato dai Croati, Torlaccho. I Croati che parlano il torlaccho vivono in villaggi della Romania (i Crasovani). Questo dialetto viene anche parlato in notevole misura dai Serbi orientali e meridionali e dai Bulgari.
Il codice linguistico è hr (secondo ISO 639); il codice per il "serbocroato" era sh (ritirato il 18/02/2000).
Differenze tra serbo e croato
Una delle principali differenze tra queste due lingue è costituita dall'alfabeto. In Croazia si usa l'alfabeto latino, mentre in Serbia è in vigore quello cirillico. La lingua croata investe molti più sforzi rispetto a quella serba nella salvaguardia della propria identità e tende ad evitare la contaminazione con termini stranieri.
Croato: nogomet (calcio)
Serbo: fudbal (calcio)
Croato: zrakoplov (aereo)
Serbo: avion (aereo)
Differenze grammaticali
In croato si scelgono le costruzioni all'infinito nella stragrande maggioranza secondo i verbi servili modali che in serbo e in bosniaco vengono spesso parafrasati con da (che). In serbo però sostanzialmente entrambe le varianti potrebbero essere accettabili. Esempi:
Croato: Moram raditi (devo lavorare)
Serbo: Moram da radim ("devo che lavoro")
Croato: Moram vam kazati (devo dirlo a lei)
Serbo: Moram da vam kažem ("devo che dico a lei")
Croato: Želim vas obavijestit (vorrei informarla)
Serbo: Želim da vas informišem ("vorrei che la informo")
Differenze lessicali
Alcuni esempi di differenze lessicali tra serbo e croato:
Croato: tisuća, Serbo: hiljada [dal greco] (mille)
Croato: zrak, Serbo: vazduh (aria),
Croato: hlače, Serbo: pantalone (pantaloni),
Croato: sigurnost, Serbo: bezbednost (sicurezza).
Croato: grah, Serbo: pasulj (fagioli),
Croato: časnik, Serbo: oficir (ufficiale),
Croato: nožice, Serbo: makaze (forbici),
Croato: kruh, Serbo: hleb (pane),
Croato: susjed, Serbo: komšija (vicino),
Croato: svemir, Serbo: vasiona (spazio),
Croato: opušak, Serbo: pikavac (mozzicone di sigaretta),
Croato: šaka, Serbo: pesnica (pugno)
Croato: glazba, Serbo: muzika (musica)
Croato: juha, Serbo: supa (zuppa)
Croato: povijest, Serbo: istorija (storia)
Croato: deka, Serbo: ćebe (copertura)
Croato: žlica, Serbo: kašika (cucchiaio)
Croato: cjepivo, Serbo: vakcina (vaccino)
Croato: komadić, Serbo: parče (pezzettino)
Croato: rezati, Serbo: seći (tagliare)
Croato: sjeći, Serbo: seći
Croato: osoba, Serbo: lice (persona)
Croato: ručnik, Serbo: peškir (asciugamano)
Croato: sat e dialettale: ura, Serbo: čas (ora)
Croato: otok, Serbo: ostrvo (isola)
Croato: ulje, Serbo: zejtin (olio)
Croato: vlastit, Serbo: sopstven (proprio)
Alcuni concetti si differenziano per quanto riguarda il genere e vengono conseguentemente declinati anche in modo diverso. Esempi:
Croato: minuta (f), Serbo: minut (m) (Minuto)
Croato: osnova (f), Serbo: osnov (m) (Fondamento)
Croato: planet (m), Serbo: planeta (f) (Pianeta)
Croato: večer (f), Serbo: veče (n) (Sera)
Accanto alle diverse parole nel lessico di base ci sono soprattutto differenze significative per quanto riguarda l'assunzione di parole straniere:
Sostanzialmente in croato esistono meno parole straniere, al loro posto si preferiscono nuove creazioni. Questa tendenza è sempre stata presente, ma è stata rafforzata per ragioni politiche conformemente agli eventi storici degli anni 90:
zrakoplov - avion (Aeroplano), odrezak - šnicla (Cotoletta),... Nella lingua colloquiale esistono tuttavia anche in croato più parole straniere che nella lingua scritta (germanismi e ungarismi nel nord, italianismi veneziani sulla costa)
Nelle parole di origine greca risultano differenze, poiché queste parole sono state prese in prestito dal latino medio, mentre il serbo invece le ha prese direttamente dal greco bizantino.:
Nel croato odierno le nuove parole straniere con radice latina prendono quasi sempre il suffisso -irati, in serbo compaiono a questo posto anche i suffissi -ovati e -isati: identificirati - identifikovati, informirati - informisati