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LINGUA GIAPPONESE
La lingua giapponese (in giapponese nihongo) è la lingua ufficiale del Giappone. È parlata principalmente nell'arcipelago giapponese ma anche da diverse comunità presenti nelle aree di immigrazione giapponese come ad esempio in Brasile e negli Stati Uniti (soprattutto Hawaii e California).
Gli immigrati giapponesi di queste comunità sono chiamati nisei, ovvero "seconda generazione" ma raramente parlano giapponese correntemente.
Classificazione
Per approfondire, vedi la voce Origini della lingua giapponese.
Il giapponese, insieme alle Lingue Ryukyuane, forma la famiglia linguistica delle Lingue nipponiche. Dal punto di vista filogenetico il giapponese si considera solitamente una lingua isolata, per l'impossibilità di ricostruire con sicurezza la sua origine. Alcune delle teorie proposte ipotizzano che il giapponese possa avere origini comuni con la lingua Ainu (parlata dalla popolazione indigena Ainu tuttora presente nell'isola di Hokkaidō), con le lingue austronesiane oppure con alcune lingue del gruppo uralo-altaico. Le ultime due ipotesi sono attualmente le più accreditate: molti linguisti concordano nel ritenere che il giapponese sarebbe costituito da un substrato austronesiano a cui si è sovrapposto un apporto di origine uralo-altaica. Evidenti sono le somiglianze sintattiche con il coreano, da cui differisce tuttavia sul piano morfologico e lessicale.
Dal punto di vista tipologico il giapponese presenta molti caratteri propri delle lingue agglutinanti del tipo SOV, con una struttura "tema-commento" (simile a quella del coreano e del cinese). La presenza di alcuni elementi tipici delle lingue flessive ha spinto tuttavia alcuni linguisti a definire il giapponese una lingua "semi-agglutinante".
Classificazione genealogica
Il giapponese viene solitamente fatto rientrare nella classe delle lingue isolate. Nonostante si abbiano abbondanti fonti scritte a partire dal VI sec. d.C., queste non bastano a ricostruirne i rapporti genealogici. Molte sono le somiglianze con il Coreano (anch'esso lingua isolata) da un punto di vista sintattico, così come risulta tuttavia altrettanto marcata la distanza sul piano lessicale (per quanto riguarda il lessico autoctono) e morfologico.
Classificazione tipologica
Il giapponese è una lingua agglutinante del tipo SOV. Presenta inoltre, così come Cinese e Coreano una struttura tema-commento.
Distribuzione geografica
Il giapponese è lingua ufficiale nell'arcipelago giapponese e nell'isola di Angaur (Palau), dove condivide questo status con l'angur e l'inglese. Esistono inoltre numerose comunità di lingua giapponese nelle aree di immigrazione, in Brasile, in Perù e negli Stati Uniti (soprattutto nelle Hawaii e in California). Gli immigrati giapponesi di queste comunità sono chiamati 二世 nisei ("seconda generazione") ed è raro che parlino giapponese correntemente.
Sistema di scrittura
Il sistema di scrittura giapponese si basa sui due kana (hiragana e katakana), alfabeti sillabici creati — secondo la tradizione — intorno al IX secolo dal bonzo Kūkai (Kōbō Daishi), e sui kanji (caratteri di origine cinese), i sinogrammi.
I primi due alfabeti sono composti ciascuno da 45 sillabe (che comprendono le vocali) e da una consonante, la N. Oltre a questi suoni seion, puri, ci sono 20 suoni dakuon o impuri (ottenuti dalla nigorizzazione, ovvero dall’aggiunta di due trattini chiamati nigori a destra dei caratteri, che sonorizza le consonanti), 5 suoni handakuon o semipuri (con un cerchietto, maru, a destra dei caratteri) e 36 suoni yōon o contratti, derivati dalla combinazione di alcuni dei precedenti.
Altre particolarità della lingua giapponese
- Grande quantità di omofoni;
- Gran numero di voci onomatopeiche;
- Uso dei classificatori (derivati dal cinese), unità di misura che cambiano a seconda dell’oggetto della conta;
- Numero enorme di forestierismi, la maggior parte derivati dal cinese, più recentemente dall'inglese americano;
- Grande ricchezza e varietà di parole con sfumature di significato diverse (dovuto appunto all'importazione massiccia di parole anche da altre lingue straniere)
- Sostantivi, verbi e aggettivi non distinguono tra genere, numero e persona;
- Confine sfumato tra verbi e aggettivi;
- Suddivisione delle voci verbali per basi;
- Coniugazione positiva e negativa di tutte le forme verbali e aggettivali.
- Divisione della lingua in livelli di cortesia, specialmente per i verbi, e di conseguenza gran numero di suffissi e di prefissi di genere onorifico;
- Indicatore del tema o argomento della frase;
- Soggetto quasi sempre sottinteso.
- Brevità delle frasi comuni;
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