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LINGUA SVEDESE
Lo svedese è una lingua appartenente al sottogruppo delle lingue scandinave del gruppo delle lingue germaniche della famiglia delle lingue indoeuropee.
In Svezia non esiste una lingua ufficiale. In Finlandia lo parla il 6% della popolazione.
Grammatica
Insieme ad altre lingue scandinave, lo svedese (moderno) è una delle poche lingue indoeuropee che non coniuga i verbi secondo la persona e il numero. Tutti i tempi di tutti i verbi (inclusi tutti i verbi irregolari) rimangono invariati quale che sia il soggetto: per esempio, il presente indicativo del verbo essere, che in italiano ha cinque forme diverse, in svedese rimane sempre är.
Come molte lingue germaniche, lo svedese mantiene il genere neutro; al contrario però, ad esempio, del tedesco, non distingue piú il maschile dal femminile (salvo in alcune espressioni desuete o idiomatiche). Il genere "maschile + femminile" è spesso chiamato genere comune o non-neutro. Piú dell'80% dei sostantivi svedesi sono comuni, anche se sono neutri molti sostantivi estremamente comuni.
L'articolo determinativo, in assenza d'aggettivi, è costituito da un suffisso che si aggiunge al nome. Bok («libro», sostantivo comune) diventa cosí boken («il libro»), e hus («casa», sostantivo neutro) diventa huset; più in generale, il suffisso -en si usa sempre con i nomi singolari comuni, e -et con i nomi singolari neutri. Per il plurale vanno considerati piú casi.
Se invece sono presenti aggettivi, il suffisso rimane, ma si ha anche un articolo vero e proprio (prima degli aggettivi, che sono obbligatoriamente prima del sostantivo), che è den per il comune singolare, det per il neutro singolare, de per tutti i nomi plurali. Esempi: den nya boken («il nuovo libro»), det stora huset («la grande casa»), de nya böckerna som talar om de stora husen («i nuovi libri che parlano delle grandi case» - il plurale di bok è irregolare).
I verbi non possono essere coniugati, si usano tutte le stesse forme per tutte le persone. Invece bisogna sempre avere il pronome soggetivo:
parlo - jag pratar
parli - du pratar
parla - han/hon/den pratar (lui/lei,esso)
parliamo - vi pratar
parlate - ni pratar
parlano - de pratar
Come verbo ausiliare temporale si usa solamente ha (avere), come in inglese:
ho parlato - jag har pratat
sono stato - jag har varit (i.e. io *ho stato)
sono venuto - jag har kommit (i.e. io *ho venuto)
Il congiuntivo non si usa più. Esiste però in frasi vecchie, spesso usato nella combinazione "se fosse ... sarebbe...".
Verbi irregolari Naturalmente ci sono dei verbi irregolari anche nello svedese. Vara, ha, måste, kan, vilja (essere, avere, dovere, potere, volere) sono irregolari come in italiano (tutti nella forma indicativa): vara - essere
varit - stato
varande - essendo
varande - essente
Fonetica
Lo svedese è una lingua tonale, seppur debolmente: un accento d'intensità (come in italiano) s’oppone una combinazione d'accento principale e secondario con variazioni tonali che permettono di distinguere parole tra loro omografe e, per il resto, omofone. Per esempio, anden, con un solo accento d'intensità sulla prima sillaba significa «l'anatra» mentre pronunciata con un accento principale e un tono abbastanza alto leggermente discendente sulla prima sillaba e sulla seconda un accento secondario il cui tono abbastanza basso risale leggermente significa «lo spirito». È possibile ascoltare la realizzazione in dialetto svedese centrale di questi due accenti.
Quelle poi che nella scrittura sono consonanti doppie (nonché ck intervocalico) sono effettivamente geminate nella pronuncia, ma non esattamente come in italiano: vissa («certi, -e») è distinguibile da visa («mostrare»). Abbiamo /'visa/ ['vissa] e /'vi:sa/ ['viisa] mentre in italiano avremmo /'vissa/ ['vis:sa] e /'visa/ ['vi:sa].
Nello svedese scritto sono presenti ben nove vocali (a, e, i, o, u, y, å, ä, ö), ognuna delle quali può essere lunga o breve nella pronuncia, per formare un totale che varia a seconda del dialetto specifico. Sono praticamente sconosciuti i dittonghi fonologici, che anche quando sussistono tendono spesso a essere ridotti a una vocale singola. Foneticamente, però, le vocali «lunghe» sono dittonghi ristretti (cfr visa).