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LINGUA CATALANA
La lingua catalana (detta anche catalano o valenciano) è una lingua romanza parlata in un territorio popolato da circa 11 milioni di persone: copre parti della Spagna, Francia, Andorra e Italia (in Sardegna).
Nei secoli passati era la lingua della corte di Aragona, i primi spagnoli che arrivarono in Sardegna parlavano infatti catalano. Dopo secoli di produzione letteraria (famoso nel 1200 il trattato filosofico-religioso di Raimon Llull), iniziò un periodo di decadenza intorno al 1600 in cui acquisí maggior prestigio il castigliano (per gli italiani, spagnolo).
Nei primi dell'800 vi furono vari tentativi di recuperare e promuovere l'uso del catalano, dai più considerato ormai un dialetto. Nei primi del '900 Pompeu Fabra portò a termine l'unificazione della grafia (normalizzazione) in modo da rappresentare le diverse varianti con un ortografia unica. Questo diede un forte impulso alla produzione libraria, teatrale, di giornali e quindi al riconoscimento del catalano come lingua. Durante la dittatura franchista l'uso del catalano tornò ad essere proibito e si propagandò la visione del catalano come dialetto (cioè variante) dello spagnolo.
Dal 1980, esso è riconosciuto come lingua all'interno della regione catalana (Generalitat de Catalunya) e ne viene promosso l'uso ufficiale e l'insegnamento presso le scuole.
Approssimativamente si può dire che la normalizzazione ha portato ad una scrittura basata sulle varianti occidentali (Barcellona) pronunciata secondo le varianti centrali-orientali.
Le principali caratteristiche sono:
- la pronuncia di "e/a" non accentate come vocale neutra (ma nell'ortografia vengono scritte "e/a" secondo le varianti occidentali)
- la pronuncia di "o" non accentata come "u" (ma viene comunque scritta "o" secondo le varianti occidentali)
- la presenza di s-sonora (assente in castigliano)
- perdita delle nasale finale, che ha portato a parole tronche: capità (=capitan[o]) , llatí (=latin[o]) , seré (=seren[o])
- R finale non pronunciata a oriente (ma comunque scritta secondo l'uso occidentale)
- il suono "sh" rappresentato con la grafia «ix»
- numerosi gruppi «tj, tx, ig»
- il gruppo «ll» pronunciato «gli»
- il gruppo «l·l» che rappresenta la doppia L
I plurali femminili in -es: les bones amigues (spagn. las buenas amigas)
I plurali maschili in -s: els bons amics (spagn. los buenos amigos)
Il passato remoto composto: jo vaig cantar (=io cantai)
Il passato semplice continua invece a València : jo cantí
L'uso di tre forme (base, debole, rinforzata) per ogni pronome personale:
- parlar-ME ; parla'M / M'has parlat ; EM parles
- veient-LO ; L'he vist ; EL veig
Pronome neutro (manca in spagnolo/castigliano):
- veient-lo (=vedendolo, lui) ma veient-HO (=vedendolo, ciò)
Mancanza di molti vocaboli arabi (presenti in spagnolo) e sopravvivenza invece di molte parole collegate col francese e il provenzale (notevoli in questo caso i verbi in -C: jo crec, jo puc, jo entenc...)
Curiosamente alcuni vocaboli del catalano si ritrovano nel veneto: el got (=el goto), pare (pare), mare (mare), massa (masa) |